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Streptococcus pneumoniae
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Lo mwbqmwbgStreptococcus pneumoniae, anche detto mwbwpneumococco e un tempo noto come mwcamwcqDiplococcus pneumoniae o mwcgmwcwDiplococcus lanceolatus o mwdabacillo di Fraenkel, è un mwdqbatterio mwdggram-positivo appartenente al genere mwdwmweaStreptococcus ed è il principale responsabile della mweqpolmonite negli adulti.

All'esame mwewmicroscopico si presenta costituito da due mwfacocchi che si uniscono ad un'estremità creando una caratteristica forma a "fiamma".

Le specie patogene sono dotate di capsula gelatinosa polisaccaridica. Lo pneumococco è il maggiore responsabile delle mwfgpolmoniti contratte in comunità. La polmonite cui dà luogo è definita mwfwpolmonite lobare perché interessa in genere soltanto un lobo polmonare.

Può anche dare luogo a malattie non invasive (mwgqotite media acuta e mwggcongiuntivite, mwgwsinusite) così come a patologie invasive (mwhabronchite, mwhqmeningite, mwhgartrite, mwhwosteomielite, mwiaendocardite e mwiqperitonite), anche se va detto che la virulenza di questo batterio è minima ed è un batterio patogeno principalmente nei soggetti immunodepressi. Può dare infezioni negli anziani e nei bambini, nei soggetti sottoposti ad mwigoncochemioterapia, nei soggetti sottoposti a terapia con mwiwcorticosteroidi.

È dotato di mwjqpolisaccaride Ccite-ref-1[1] (a cui è reattiva la mwkgproteina C-reattiva), ma non di mwkwantigene di Lancefield come altri Streptococchi. È alfa-emolitico in aerobiosi, beta-emolitico in anaerobiosi. È colturalmente molto esigente, come tutti gli streptococchi manca di mwlgcatalasi, quindi ha bisogno degli mwlwenzimi che degradano le specie ossidanti dell'ossigeno contenuti nell'mwmaagar sangue.

Il terreno di coltivazione dev'essere dunque un agar sangue addizionato con mwmgproteine della mwmwsoia o con cuore e cervello di mwnabue, con un contenuto di mwnqglucosio limitato perché, essendo un batterio fermentante, trasforma il glucosio in mwngacido lattico e ciò può causare un abbassamento del mwnwpH in grado di arrestare la crescita. È un batterio autolitico, quando invecchia va naturalmente in lisi, per questo motivo le sue colonie sono piatte o leggermente concave, dal momento che la porzione centrale è quella più vecchia. Questa caratteristica è utilizzata per la diagnosi: anche una goccia di mwoataurocolato o glicocolato di sodio (sali biliari) possono causare la lisi completa della colonia. Un'altra prova è quella fatta con l'optochina (etil-idrocupreina) a cui questo streptococco, a differenza degli altri, è sensibile.

La terapia delle infezioni penumococciche si avvale dell'associazione mwpaAmoxicillina-acido clavulanico e mwpqcefalosporine di terza generazione, anche se stanno emergendo ceppi resistenti alle penicilline per modifiche delle proteine che le legano (PBP).cite-ref-0-2-0[2] La prevenzione, invece, avviene attraverso l'utilizzo del mwqgvaccino.

Gli pneumococchi di solito raggiungono i polmoni per via inalatoria o per aspirazione. Si localizzano nei mwrabronchioli, proliferano e danno origine a un processo infiammatorio che inizia negli spazi alveolari con l'essudazione di un liquido ricco di mwrqproteine. I fluidi agiscono come terreno di coltura per i mwrgbatteri e facilitano la disseminazione agli alveoli vicini, causando tipicamente una mwrwpolmonite lobare.

Contents

Note

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Gli esperimenti di Griffith

Tale batterio fu utilizzato per i suoi esperimenti di genetica molecolare dal biologo inglese mwtaFrederick Griffith nei primi anni del Novecento (precisamente nel mwtq1928). Grazie agli importanti risultati raggiunti da questi esperimenti, la comunità scientifica riconobbe nel mwtg1944 che il mwtwDNA è il "fattore modificante" individuato da Griffith stesso nel corso degli esperimenti. Tale risultato, che verrà definitivamente accettato solamente dopo ulteriori verifiche sperimentali quali quelle condotte da mwuaAlfred Hershey e mwuqMartha Chase nel mwug1952, fecero sì che l'idea che la trasmissione dei caratteri genetici fosse dovuta alle proteine tramontasse.

Gli esperimenti di Griffith riguardavano due varianti di mwvaDiplococcus pneumoniae. La prima variante (IIIS o "Smooth") presenta le due cellule batteriche circondate da una capsula di polisaccaridi ("ceppo capsulato") ed è patogena per l'uomo. La seconda variante (IIR o "Rough") non presenta alcuna capsula e non è patogena.

Griffith compì i suoi esperimenti su alcune cavie da laboratorio. Iniettando il ceppo patogeno, i topi contraevano il morbo e morivano poco dopo. Il decesso non avveniva, invece, quando nei corpi degli animali veniva iniettato il ceppo non patogeno. Il topo non contraeva il morbo nemmeno quando veniva iniettata la variante patogena precedentemente trattata (e quindi uccisa) ad elevata temperatura. Tuttavia, quando veniva iniettato il ceppo patogeno trattato con calore (per uccidere i batteri) insieme a quello non patogeno, i topi, in alcuni casi, contraevano comunque il morbo. Le ipotesi che si presentarono nella mente di Griffith furono due: la prima, quella di una "resurrezione" del ceppo patogeno, apparve subito altamente improbabile; la seconda, quella che prevedeva la presenza di un "fattore modificante", fu invece abbracciata. Studi successivi ed anni di ricerche porteranno a stabilire che questo "fattore modificante" altro non è che il DNA.

Vaccino

Il vaccino protegge il soggetto per almeno 9 anni dalla somministrazionecite-ref-0-2-1[2] e sono disponibili due tipi:

• Il vaccino "coniugato" (legato cioè ad una proteina per aumentarne l'efficacia) eptavalente - protettivo nei confronti di 7 sottotipi, responsabili della quasi totalità dei casi di meningite e sepsi da pneumococco. È il vaccino più indicato nell'infanzia.
• Il vaccino 23-valente - protettivo nei confronti di 23 sierotipi responsabili del 90% dei casi di polmonite, utilizzabile solo per adulti e bambini di oltre 2 anni d'età.

Il vaccino è raccomandato in tutti i soggetti a rischio:

• Pazienti affetti da: malattie broncopolmonari croniche, cardiopatie importanti, disturbi delle difese immunitarie, neoplasie, anemie congenite, malattie che richiedano terapie a lungo termine con mwywacido acetilsalicilico o con farmaci che abbassano le difese immunitarie, assenza di milza, diabete, malattie renali croniche.
• Soggetti soprattutto anziani che frequentano comunità assistenziali riabilitative.
• Bambini che frequentano una collettività infantile (asilo nido, scuola materna, spazio gioco).

In gran parte delle regioni italiane il vaccino viene somministrato gratuitamente dalle mwzwASL su richiesta del genitore, oppure viene somministrato in regime di copayment (cioè con partecipazione alla spesa da parte del genitore).

Note

cite-note-11. mwbgH Holmberg, A Krook e A M Sjögren, mwbwmwcaDetermination of antibodies to pneumococcal C polysaccharide in patients with community-acquired pneumonia., in mwcqJournal of Clinical Microbiology, vol.mwcg 22, n.mwcw 5, 1º novembre 1985, pp.mwda 808-814. mwdqURL consultato il 13 gennaio 2017.
cite-note-0-22. mwewMichele La Placa, mwfaPrincipi di Microbiologia medica, Bologna, Edises, 2014, p.mwfq 214, mwfgISBNmwfw 978-88-7959-810-1.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) pneumococcus, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Streptococcus pneumoniae, su Catalogue of Life.
• citerefgbif(EN) Streptococcus pneumoniae, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefitis(EN) Streptococcus pneumoniae, su ITIS.